Carriola motorizzata elettrica EB1B per Carpfishing - Made in Italy 100%

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Oggi presentiamo la carriola elettrica EB1B,con motore elettrico trifase 36 Volt tipo brushless esente da manutenzione, inserito nel mozzo in posizione protetta e sicura, con batteria al litio di ultima generazione dotata di elevata autonomia e facilmente estraibile per motivi di sicurezza e per essere ricaricata a casa o in ufficio, freno a tamburo e acceleratore elettronico.

Nata per i pescatori, ma estremamente versatile e adatta a qualsiasi utilizzo, grazie alla ruota anteriore tassellata è in grado di affrontare qualsiasi terreno, e le due ruote posteriori girevoli ( optional ) diminuiscono al minimo ogni sforzo.

La carriola per carpfishing EB1B

Grazie ai manici estraibili, dotati di 3 regolazioni di altezza, e alle ruote posteriori removibili all’occorrenza in pochi secondi, EB1B occupa pochissimo spazio, così da poter essere caricata anche in auto.

Dimensioni a carriola chiusa: Lunghezza 970 mm.

Larghezza 600 mm.

Altezza 500 mm.

EB1B, potente, ecologica, silenziosa e versatile, aiuta in salita e aiuta in discesa.

La carriola è prodotta dall'azienda italiana S.T.M. Saldatura di Vicini e Boni  s.n.c.

Office: + 39 059705007
4 Fax : + 39 059705198
marco(chiocciola)stmsaldatura.it

 

La carriola per carpfishing EB1B

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Carpfishing online.
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I problemi del carpfishing in Italia.

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Ho iniziato a pescare le carpe con questa tecnica nel 1997. Allora c'era molto poco, sia per quanto riguarda le attrezzature, che per quanto riguarda riviste e materiali per andare a pesca. Ci si arrangiava come meglio si poteva, con sotto l'ascella un'unica bibbia: un libricino verde di Massimo Mantovani, con dentro l'ABC per praticare questa pesca.

Ero già un piccolo pescatore inesperto, con 15 anni di pesca sportiva alle spalle in laghetti, laghi, torrenti e mare. Ricordo che nell'iniziare a pescare le carpe con l'hair rig e le boilies, ci si ritrovava soli anche per mesi sulle sponde di laghi come Castel Gandolfo o sul fiume Tevere.

Non esisteva gelosia, nessuna avidità e nessuna cattiveria gratuita tra carpisti (forse perché eravamo pochi), ma anche negli anni successivi, con il crescere dei praticanti, ancora si poteva affiancare il carpfishing alle altre discipline, sia per la correttezza tra pescatori che per quanto riguarda il rispetto degli ambienti di pesca.

Poi si è svaccato tutto.

In pochi anni decine di migliaia di pescatori hanno preso d'assedio le sponde di laghi e fiumi, tutti intenti alla fotografia da mostrare agli amici. Tra questi c'erano pescatori che come me venivano da oltre una decina di anni di pesca sportiva, ma anche purtroppo persone che dopo un mese di pesca con la bolognese sono passati al carpfishing, attratti dalla moda delle attrezzature e dei grandi pesci da record.

 

1) La moda dell'attrezzatura

Ricordo che in quel periodo frequentavo diversi negozi di pesca sportiva su Roma, tra cui il DEMA Sport dell'amico Andrea De Matteis. Chiacchierando con lui e altri negozianti spesso mi sentivo raccontare di sedicenti carpisti che arrivavano ad acquistare tutto il kit del carpista di lusso in una botta sola e che chiacchierando per capire le esigenze di questi Clienti, quello che emergeva era una completa ignoranza delle dinamiche base della pesca sportiva. A roma li chiamiamo "coattelli".

 

2) Il problema della pasturazione

Pescando a spinning o al colpo mai mi sognerei di dire ad un altro pescatore che deve togliersi dal mio punto di pesca, soprattutto perché quel punto di pesca NON E' MIO.

Pescando a Carpfishing, in diverse occasioni mi sono trovato estranei a pesca sul posto che tenevo in pastura da settimane. Mai una volta ho chiesto al pescatore di levarsi di mezzo. Eppure quel posto era stato pasturato a spese mie!

La realtà, è che le sponde sono di tutti e non si può pretendere di chiedere ad altri di non pescare. Purtroppo mi sono trovato spesso nella situazione opposta, con carpisti che mi hanno chiesto di togliermi dal loro posto di pesca. Una volta mi sono trovato le gomme della macchina bucate, un'altra ho ricevuto minacce, altre volte il fatto che fossi a pesca sul luogo di altri mi ha procurato critiche che hanno fatto il giro di mezza Italia, per aver pescato sul posto pasturato da terzi.

Per fortuna ero in compagnia di due cari amici che mi hanno permesso di non finire picchiato. Per noi un posto valeva l'altro (era la prima volta che pescavamo nel lago di Ventina) e ci eravamo semplicemente e banalmente accampati nell'unico punto vicino alla strada, vista la pessima condizione meteo in cui ci siamo trovati nell'arrivare sul posto.

Quindi, la regola è che nessun posto è di nessuno. Questa dovrebbe essere la regola base che tutti dovrebbero sottoscrivere prima di diventare carpisti. Purtroppo, e non faccio nomi, è sufficiente leggere in rete per scoprire che anche tra coloro che dovrebbero insegnare a tenere comportamenti corretti (articolisti di riviste divulgatori di carpfishing) c'è chi minaccia e caccia i pescatori dalle piazzole di carpfishing.

 

Il pessimo esempio dei big del carpfishing

Ma prima ancora che intervenisse la rete internet questi episodi pessimi erano già la norma. Ho scritto per riviste di pesca per oltre 5 anni e per 3 ho sviluppato anche articoli di carpfishing, considerando che copriva il 60% delle mie pescate e che allora pescavo praticamente tutti i giorni. In questo arco temporale ho avuto modo di conoscere la maggior parte degli articolisti italiani e i pescatori di tutta la penisola, partecipando a eventi di ogni genere. Quando lavori come articolista tutti leggono i tuoi articoli e tutti vedono le tue foto. Partecipi alle fiere, in cui le persone ti chiedono l'autografo o ti ringraziano per alcuni consigli tecnici dati nei vari articoli. In qualche modo si diventa "big" agli occhi degli altri. Inutile negare che fa piacere sentire riconoscenza da parte degli altri, ma questo gradino più in alto mi poneva in una situazione anomala. Parlando con i miei colleghi, tutti avevano la sensazione di essere percepiti dai pescatori come "coloro che prendono solo bei pesci", o "coloro che non fanno mai cappotto".

La realtà è tutt'altra. Tutti i pescatori prendono cappotti e perdono pesci slamati a un metro dalla riva, principalmente per sfortuna e non per incompetenza (un pesce può mangiare male).

Forse proprio per sprovvedutezza, mi sono sempre lanciato nella mischia, partecipando a ogni possibile gara, evento, enduro (dagli splendidi enduro organizzati dall'amico Giancarlo Emidi, alle gare di pesca provinciali del laghetto dell'EUR). In queste occasioni, anche nazionali, mi sono sempre trovato solo, nel senso che ero l'unico degli articolisti (personaggi pubblici) a buttarsi nella mischia.

Ho capito presto il perché. Tutti i big del carpfishing avevano paura di mettere le canne in acqua accanto al resto del popolo, per paura di fare cappotto (non prendere pesci) o di vedersi sorpassati da catture più grandi. Questa è la malattia del carpista. Un torbido rincoglionimento misto ad ansia da prestazione, che in un'occasione ha raggiunto il top.

Era l'anno 2002 e si svolgevano i campionati regionali di carpfishing a Roma. Per quell'occasione, insieme al grande pescatore Aurelio Copparoni riuscimmo ad avere il laghetto dell'EUR in concessione per tale evento.

Quell'evento diede vita a due situazioni che lasciarono il segno e che in me fecero scattare la molla dell'allontanamento dallo scenario pubblico del carpfishing (e poi vedremo perché, anche di quello privato).

  • Il primo fu che, oltre a doverci sbattere per organizzare l'evento (con oltre 30 coppie), dovemmo anche preoccuparci per creare una postazione per un "grande pescatore" che tutt'oggi calca le scene del carpfishing, che voleva assolutamente partecipare all'evento ma senza iscriversi alla competizione (il laghetto era rinomato per contenere carpe oltre 20 chilogrammi). Quando gli spiegammo che doveva necessariamente iscriversi e trovarsi un compagno, ci disse che voleva che nessuno sapesse che era li a pesca per paura del cappotto perché "poi la gente parla alle spalle". Questo è il comportamento di molti Big, che pensano che il resto del mondo non sappia che il cappotto capita a tutti. Da apprezzare è il comportamento di Roberto Ripamonti, che negli ultimi anni sta portando la pesca sportiva in televisione con un approccio finalmente differente, di divertimento puro, indipendentemente dalla quantità di pesci portati a riva.
  • Il secondo shock fu legato al fatto che quella pescata la vincemmo io e il mio compagno di coppia Fabio Pisanti, con un primo classificato realizzato con 18 kg di pesci, che ci avrebbe garantito l'accesso alla competizione nazionale, che si sarebbe tenuta al lago di Pusiano. Ora, a me di andare a pesca a pusiano non fragava nulla, sia perché a differenza di me, il mio compagno di pesca sarebbe stato impossibilitato ad andare, sia perché della competizione non ci sarebbe interessato nulla e il motivo per cui avevamo preso parte al campionato regionale era esclusivamente perché per quei due giorni si aprivano, forse per una delle ultime volte nella storia, le acque del laghetto dell'EUR.

Quando smisi di scrivere per le riviste di pesca continuai a pescare, anche se molto poco per gravi problemi di famiglia, allontanandomi dalla scena e dalle lunghe sessioni di pesca. I tempi ristretti e una vita lavorativa frenetica mi obbligarono a passare a brevi sessioni di spinning in mare o in torrente, o a qualche uscita di pesca al colpo. Del carpfishing neanche più l'odore delle boilies, per almeno 4 anni.

L'allontanamento però non mi ha tenuto lontano dagli amici articolisti e dagli organizzatori di enduro ed eventi, i quali mi hanno puntualmente riportato lo stress di vivere in un ecosistema carpfishing sempre più malato e ricco di prime donne.

Eppure, nelle altre tecniche di pesca, è difficile trovare simili porcherie e nefandezze. Nessuno si mette a discutere perché è andato a pesca nel posto di un altro.

Solo nel carpfishing i pescatori prendono possesso di un posto.

Nessuno si è lamentato mai pescando a spinning dell'invasione di un'ansa di un torrente da parte di un altro pescatore.

 

Cos'è il carpfishing oggi?

Una splendida tecnica di pesca, snaturata dalle idiozie dell'essere umano, incapace di pendere le cose come sono e di divertirsi concentrandosi sulla battuta di pesca.

La pesca è fortuna aiutata da un pizzico di intelligenza. Intelligenza nel sapere dove cercare i pesci, intelligenza nel sapere come perderne il minor numero possibile, e intelligenza nel rispettare il posto di pesca.

Solo i cretini possono pensare di essere "più forti degli altri" al punto di parlare male di altri pescatori. La maggior parte dei carpisti purtroppo scelgono questo tipo di tecnica perché porta a fare foto "fiche" e ad essere fichi.

Gestisco personalmente una pagina facebook del Carpfishing, su cui riceviamo lamentele di pescatori che ogni settimana raccontano di soprusi e cattiverie.


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Il Carpitaly 2012 lancia la battaglia al Carp Show & Specialist

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Quando c'è una sola fiera del Carpfishing, si sa, niente può succedere. Quando ci sono due fiere del carpfishing (da quest anno avremo oltre al Carpitaly, che esiste dal 1999, anche il Carp Show & Specialist), la qualità dell'esposizione non può che migliorare.

A trarne giovamento?

I carpisti di tutta Italia. Ora si punta alla qualità delle fiere, poiché ora esiste la concorrenza. E le due grandi organizzazioni della pesca al ciprinide si stanno preparando ad una battaglia ancora sopita ma presente. E' sufficiente visualizzare l'annuncio su Google Adwords creato dal Team di Carpitaly, che tuona "DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI".

Carpitaly annuncio

Staremo quindi a vedere chi presenterà le novità migliori, e chi saprà dare un tono differente alla propria manifestazione, considerando che il Carpitaly degli ultimi anni è diventato un luogo in cui vendere e non un luogo in cui apprendere novità o vedere preview o prototipi o imparare grazie ai seminari, o semplicemente, come nel 2000, godersi un slideshow di diapositive della storica pescata di Andrea Baldeschi con il manichino nel fiume).

Aspettiamo e vediamo se l'organizzazione di Luca Foroni riuscirà a dare battaglia all'organizzazione del Carp Show & Specialist, che estende la mostra anche agli amanti della pesca al siluro.


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Che succede alle carpe nei mesi di primavera (marzo, aprile, maggio e giugno)?

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Ci siamo ragazzi! E' arrivata la primavera!

Eccoci a Marzo (anche se la stagione primaverile inizia ad anticipare negli ultimi anni anche a metà febbraio):
Le acque iniziano a scaldarsi e questo avviene ovviamente in modo molto più rapido nei piccoli laghi e nelle cave artificiali, mentre le acque rimarranno più fredde nei laghi più grandi. Grazie a questo surriscaldamento le carpe salgono dalle profondità maggiori fino alle acque più basse, che sono destinate a divenire calde in minor tempo. Questo calore fa sì che i microorganismi di cui le carpe si cibano diventino più numerosi, e quindi i pesci sono portati a salire a galla anche per questioni di cibo e disponibilità alimentare. In questi primi periodi, le carpe sono solite tornare a profondità maggiori dopo il tramonto e si collocano in fondi da 3-8 metri. In questo periodo le carpe stazionano soprattutto su fondali in pendenza dove trovano cibo e temperature idonee al periodo. Difficilmente si effettueranno catture a 1-2 metri di profondità (salvo negli specchi d'acqua dove la profondità non scende mai sotto a tali misure).

Aprile e Maggio
La carpa resta nelle acque basse fino alle ore del tramonto, e la sua attività è principalmente rivolta a immagazzinare quanto più alimento possibile per prepararsi allo sforzo riproduttivo, oramai alle porte, e cercando di trovare alimenti in grandi quantità, e al contempo, il luogo in cui deporre le uova, che sono sempre deposte in erbai, canneti e in zone che mettono a riparo le uova da altri pesci che potrebbero mangiarle.

Il periodo della riproduzione (frega), tra maggio e giugno
Durante il periodo della frega, per la legge italiana è vietato pescare le carpe, e normalmente questo periodo di interdizione va dal 15 maggio a fine giugno, proprio per evitare danni e stress alle carpe, che in questo periodo dell'anno hanno il maggiore stress. In questo periodo i carpisti non stanno però a casa ad aspettare, ma amano lo stesso fare carpfishing. Questa scelta, anche se è parte della vita del carpista, in realtà non è poi così corretta.

Al termine della frega (fine giugno)
Conclusa la frega, le carpe mantengono la loro sociale vita in gruppi e branchi, anche se piano piano tornano alla vita da "single", tornando a separarsi. I tragitti che hanno iniziato a seguire all'inizio della primavera sono mantenuti per poter trovare gli alimenti nelle zone che sono state da loro individuate come "proficue". Conoscendo questi sentieri è anche facile catturare le carpe, proprio per questo comportamento abitudinario.

Ambienti dove trovarle in tutta la primavera sono le vicinanze di torrenti, affluenti, o la presenza di sorgenti sotterranee, ed in generale tutti i posti refrigerati e ricchi di ossigeno. Con l'avvicinarsi dell'estate le carpe prendono possesso delle sponde e delle basse acque. In questo momento si dovrà prestare parecchia attenzione a fare silenzio nel pescare sotto riva.


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Che succede alle carpe nei mesi estivi? Il carpfishing in estate.

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Da fine giugno - inizio luglio, fino a metà settembre (estate).
Siamo in piena estate e nel periodo più caldo dell'anno, con variazioni forti di temperatura che ad inizio luglio porteranno le carpe a spostarsi e mangiare prevalentemente nelle ore notturne, quando l'acqua si raffredda e i caldi raggi solari non saranno gravosi all'attività fisica di ricercare il cibo.

Le aree rinfrescate dalla brezza saranno sempre da preferire, così come le aree in ombra, soprattutto durante il giorno. Sia le lievi brezze che i temporali ossigenano l'acqua, rimettendo in movimento i pesci (nel caso dei temporali questo è vero per le acque ferme, mentre per i fiumi, la pioggia porta spesso a fermare i pesci in quanto aumenta la portata del fiume scombussolando i fondali).


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Come prepararsi al carpfishing in primavera?

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Eccoci alla primavera che è arrivata ufficialmente. Il carpfishing in primavera è quello che riserva la maggior parte delle catture. Lo scorso 20 maggio (2011) abbiamo fatto circa 40 catture in una giornata. Due anni fa, la stessa "acciaccata" fu fatta al Tevere a Roma con oltre 20 pesci di medie dimensioni (dai 5 ai 15 chili). E' sicuramente il momento perfetto per recarsi a pesca con uno spirito differente, soprattutto per il fatto che il piacere di farsi baciare dai primi raggi di sole caldi è una delle più piacevoli cose che avvengono ai carpisti in primavera.

Quali consigli quindi per pescare le carpe in questo periodo primaverile?
Sicuramente iniziare a pasturare con maggiore intensità.
Tutto qui?

Ebbene si. Se la vostra esca è forte di inverno, probabilmente lo è anche d'estate, così come le canne da pesca e le vostre lenze. Cosa variare quindi in questo periodo dell'anno? Semplicemente preparatevi ad un maggior successo perché è il momento migliore per avere partenze frequenti, sia di giorno che di notte.


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