Hair Rig, storia e creare un hair rig per carpfishing.

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L'hair rig, o innesco a capello, altro non è che la svolta cruciale, insieme alle boilies, nella moderna pesca alla carpa, o carpfishing. Cosa rende l'hair rig così famoso?

Ma soprattutto, cos'è l'hair rig?

Ricordate quando andavate a pesca con vostro nonno, che vi insegnava a infilzare i lombrichi e i bigattini sull'amo? O quando successivamente vi ha spiegato come ricoprire l'amo con il pane per pescare i cefali oppure con la pastura per carpe e ciprinidi in fiume o al lago?

L'amo era sempre coperto dall'esca. Giusto?

In questo caso, grazie all'innesco a capello l'esca (la boilie, ossia un'esca a forma di pallina rotonda del diametro di 2o millimetri circa), l'amo sarà totalmente libero, poiché l'esca sarà a un centimetro da esso, e legata all'amo con un sottile filo (capello).

Questa invenzione è stata applicata per la prima volta negli anni 70, anche se l'inventore rimane ignoto (tutti i grandi carpisti prima o poi hanno rivendicato la paternità di questa invenzione, ma nessuno ha potuto provare di essere stato il primo a pescare con l'hair rig). Si sa che il signor Richar Walker in inghilterra negli anni 50 ha dato il via alla prima specializzazione in questo campo producendo le prime canne da carpfishing come la MARK IV, realizzata in bamboo esagonale (come accadeva con le vecchie canne da mosca) e della potenza di 1,5 libbre. Ma questa è un'altra storia.

La costruzione dell'hair rig di base, ossia quello impiegabile nel 90% dei casi è molto semplice, e prima di passare a conoscere gli hair rig complessi e gli inneschi evoluti è bene apprendere come realizzare un hair rig semplice e allo stesso tempo micidiale, con un amo da carpfishing, un filo in dacron per il terminale, una boilie e uno stopper.

Carpfishing, boilies e hair rig nella pesca alla carpa.

 

Ed ecco il risultato, ossia una boilie perforata dalla prosecuzione del filo di dacron che si lega all'amo con un gommino (opzionale in quanto si può allungare il punto di divergenza dall'amo anche avvolgendo con più spire il dacron intorno all'occhiello dell'amo prima di farlo proseguire come capello su cui innescare la boilie.

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