Carpe morte a Ostellato, la moria di pesci nel canale.

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Carpe morte ad Ostellato per virus, batteri o inquinamento.

 

Articolo inedito a cura di Fabio Di Matteo


E' ormai da tempo che si parla della moria di carpe e pesci ad Ostellato, e che si parla di un virus che uccide i pesci. Inutile proseguire in ipotesi del virus famelico o nel supporre che aziende inquinanti abbiano riversato nei canali acidi o sostanze di scarto di lavorazioni chimiche industriali, anche se dall'editoriale di Graziano Giambastiani di Tutto Carpa ci anticipa risvolti terribili in merito alla questione carpe morte nel canale di Ostellato, che probabilmente saranno svelati nella pubblicazione della rivista di giugno.

Quello che ci preme dire è che effettivamente, se di virus e di parassiti si tratta, è bene osservare i consigli che i vari blog di pesca sportiva e agonistica promuovono in merito alla disinfezione delle attrezzature da pesca prima di eventualmente bagnarle in altre acque, onde evitare che i batteri patogeni si diffondano in altri bacini.

Per il resto, come testimoniato da decine di pescatori e team di garisti, il canale, che da decenni è eletto miglior campo gara italiano, e prossimo campo gara per i campionati mondiali di pesca al colpo che si terranno tra fine agosto e inizio settembre 2011 in Italia, sembra inarrestabilmente condannato in declino.

Per quanto in nostro possesso, cerchiamo di arginare l'eventuale diffusione di batteri e virus in altre acque, sempre se di questo si tratta...


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Le piccole carpe sono catture da rispettare nell'attesa delle grandi carpe.

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Piccole e grandi carpe, catture da rispettare.

 

Articolo inedito a cura di Fabio Di Matteo


"Stanotte ne ho presa una... ma niente di ché, avra fatto 3 o 4 chili, neanche l'ho pesata..."

"Mah, niente di che... tutta robetta piccola da qualche chilo..."


Quante volte avete sentito frasi come queste? La ricerca delle grandi carpe porta i pescatori sempre a disdegnare i piccoli esemplari. Ora parte un piccolo ragionamento che deve portare tutti i pescatori a riflettere e rispettare maggiormente le piccole carpe.

  1. le grandi carpe sono tutte state piccole carpe, quindi abbiate cura nel maneggiare i piccoli esemplari
  2. se non ci fossero le piccole carpe non avremmo modo di imparare e prepararci a combattre le carpe più impegnative. Le piccole carpe ci permettono di fare scuola.
  3. il 90% delle partenze (almeno per noi che peschiamo nel centro Italia e principalmente nel fiume Tevere) avviene grazie a piccole carpe di 5-10 chili, quindi senza le piccole carpe perderemmo l'emozione della maggior parte delle partenze. L'emozione della partenza è quella che tiene in vita il carpista e che motiva le uscite di pesca. Anche se le piccole carpe generano un falso allarme, è vero al contempo che ogni partenza, anche quelle generate da piccole carpe, ci permette di sognare di avere il mostro appeso dall'altro capo della lenza.

 

Conclusioni sulla cattura di piccole carpe

Catturare piccole carpe significa, otre ad aver trovato lo spot giusto, e quindi aver individuato una strategia valida di pesca (catturare piccole carpe è sempre di valore superiore al cappotto), non può essere e non deve essere una frustrazione, soprattutto quando statisticamente parlando, senza piccole carpe non vi sarebbero grandi carpe!


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All'amico Giancarlo Emidi

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Oggi prendo il tempo che mi serve per parlare del rapporto tra pescatori di carpe e di come si possa essere gentili di animo e rispettosi del prossimo anche in un ambiente in cui spesso si discute anche in modo animato.

Poche righe per ringraziare un pescatore che è stato capace di relagarmi, non ostante la differenza di età, alcune splendide sessioni di pesca alla carpa in casa propria, sulle sponde del Lago di Bolsena, sulla propria postazione pasturata con cura e con dispendio di energie. E' passato molto tempo dalle ultime pescate insieme, ma il ricordo è saldo nella mia memoria.

E' una cosa rara, in un ambiente che è fatto di invidie e di persone che si parlano alle spalle, di prime donne e di bugie, poter riscontrare la presenza di persone come Giancarlo, che pur essendo dei punti di riferimento per tutti i carpisti italiani, non si comportano in modo altezzoso, ma al contrario, sono capaci di invitarti nel proprio covo, dove c'è il luogo di pesca più caro, in modo ospitale e senza chiedere nulla in cambio.

Nelle occasioni in cui ho avuto modo di pescare accanto a Giancarlo Emidi, ho avuto modo di conoscere  un grande pescatore, e una persona estremamente rispettosa dell'ambiente.

Va a lui quindi un mio personale ringraziamento per i bellissimi ricordi di brevi ma divertenti pescate sulle acque del lago di Bolsena.

Fabio Di Matteo


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Il fenomeno delle carpe volanti in Italia. Carpe spostate da un lago all'altro per motivi di profitto.

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Carpe volanti da lago a lago.

 

Articolo inedito a cura di Fabio Di Matteo

 

Chi non ha mai sentito parlare delle Carpe Volanti?

Un fenomeno che da diversi anni vede sparire dalle cave più piccole i pesci destinati ai laghetti privati a pagamento. Ragioniamo. Mettiamoci nei panni di un proprietario di una cava a pagamento. Immaginiamo di poter quindi iniziare a vendere un servizio ai carpisti italiani, attirandoli verso la nostra cava. Il nostro obiettivo è quello di avere sempre le postazioni coperte da tende da pesca e pod.

Sicuramente dovremo fare pubblicità alla cava, ma ancor di più, rendere felici i carpisti permettendogli di catturare carpe da sogno, e poter innescare quindi il passaparola tra i pescatori, che presto faranno a gomitate per aggiudicarsi le postazioni rimaste per catturare i grandi esemplari.

Sorge quindi la necessità di riempire la cava di esemplari record. Pensiamo al famoso Rainbow Lake. Una cava che fattura decine di migliaia di euro al mese grazie all'elevata taglia media delle carpe in essa presenti.

Ecco qui che nasce il fenomeno delle carpe volanti, ossia il travaso dei grandi pesci dai bacini originali nelle cave private.

C'è chi dice che probabilmente in questo modo le grandi carpe record saranno ancora più al sicuro, poiché anche se collocate in strutture private, potranno sempre vivere tranquille al riparo da bracconieri e pescatori che non praticano il catch & release. C'è invece chi si indigna per il fatto che non sarà più possibile pescare le carpe nel loro luogo di origine, e soprattutto per il fatto che portare una carpa da un lago all'altro, con diverse salinità, e diverse caratteristiche dell'ambiente, possono portare gli esemplari a shock importanti con conseguente devastanti (oltre alla possibilità di espandere eventuali batteri, funghi e malattie tra le varie acque).

E voi? Cosa ne pensate? Lasciate un commento per dire la vostra.


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Enduro Bolsena Aprile 2011, polemiche minacce e risse. Le solite storie vergognose del carpfishing all'italiana.

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Carpfishing a Bolsena. Enduro con spiagge private e minacce.

 

Articolo a cura di Gigi Cinaldi

 

Come può una spiaggia di lago diventare "privata" anche essendo pubblica ? Come può essere sequestrata ad uso esclusivo di un pescatore? Nel nome di cosa si può chiedere uno sgombro di un posto di pesca NON PICCHETTATO (a detta di chi ha raccontato l'evento ovviamente) occupato da altri, per fare posto ad un ospite "eccezionale"?

Non crediamo che la soluzione sia "mettere tutto a tacere" o "mantenere la calma e placare i toni", come qualcuno invita a fare quando si verificano spiacevoli eventi come quello di seguito descritto nel resoconto del carpista che ha denunciato il PRESUNTO sopruso subito. Quello che invece importa è denunciare sempre i comportamenti scorretti, che da decenni oramai osserviamo, da parte di chi da un lato sbandiera l'etica del carpfishing e il rispetto della comunità, e poi razzola in direzione opposta.

Ma soprattutto, accertare la verità, perché non è corretto diffamare gli organizzatori senza possibilità di contraddittorio.

La storia raccontata quindi per noi è però interessante, perché rappresenta uno spunto per aprire un dibattito sul fatto che lo scenario italiano del carpfishing viene costantemente imputtanito da situazioni ridicole come questa sotto raccontata (vera o falsa che sia), e che è solo una delle mille vicende che costantemente si verificano in questo ambiente.

Ovviamente nessuno può prendere per oro colato quanto segue, ma considerando che di situazioni di questo tipo, che vedono coinvolti famosi protagonisti della famiglia del carpfishing, in 18 anni ne abbiamo vissute molte, crediamo sia importante che ogni volta che accde qualcosa di simile a quanto segnalato, la questione sia approfondita con l'evidenza dei fatti (e potrebbe non essere questo il caso visto che si tratta di un resoconto personale sull'accaduto, e non di un evento con prove certe), soprattutto quando ad essere oggetto di presunti comportamenti poco corretti è un personaggio "pubblico", che dovrebbe dare l'esempio.

Per fortuna la questione non è morta, ma sta proseguendo, a quanto si riporta sul carpa mercatino, nelle aule di tribunale, poiché l'evento ha avuto un proseguo sostanzioso. Tutti confidano nella bontà dell'organizzazione dell'enduro, e la sentenza darà sicuramente facilmente ragione a chi ce l'ha.

Non è corretto sputtanare personaggi famosi e organizzatori con un post su Facebook in assenza di prove. Però quando dico che rode parecchio il sedere, nel dover cambiare posto di pesca per minacce, lo dico perché è un'esperienza da noi (me e i miei compagni di pesca) vissuta diverse volte, con minacce, specchietti dell'automobile devastati, gomme bucate, minacce personali e ritorsioni da parte di persone che pensano che le spiagge siano private.

 

La versione dei fatti di una delle due parti in data 29 aprile 2011:
https://www.facebook.com/notes/armando-tiberi/non-capisco-come-si-possa-dare-credito-a-certi-individui/207408742613088

 

Ora, quello che più fa incazzare in una situazione simile, qualora fosse ovviamente vera, non è la presa in giro, o il fatto di essere minacciati (sempre a patto che le cose siano andate così) da qualcuno che ordina a due pescatori che non stanno infrangendo la legge, di smettere di pescare. Per un carpista, il maggior rodimento di culo, è legato al fatto di dover prendere e andare via da un posto tenuto in pastura da settimane, per farci pescare un'ospite. Ricorda un po lo ius primae noctis di Braveheart.

Invece per un organizzatore di un evento, quello che fa rodere il culo è che oltre ad aver organizzato, speso soldi per la benzina e le varie richieste di permessi, i vari sopralluoghi ecc... ci si deve trovare anche in mezzo a queste polemiche... della serie, la prossima volta chi me lo fa fare ad organizzare un evento di questa portata?

E voi cosa ne dite? Indipendentemente dall'accertamento dei fatti accaduti, di cui importa poco nel fatto specifico quanto accaduto nell'evento in questione, vi è mai capitato di vivere il carpfishing come un problema e non più un divertimento?

E' o no una di quelle situazioni per cui vale la pena lottare, oppure conviene soprassedere, cambiare spiaggia e lasciare il "proprietario" pescare sulla postazione su cui state pasturando da tempo?

E mettendovi nei panni degli organizzatori, è una di quelle situazioni in cui viene la voglia di smettere di organizzare eventi per la felicità di tutti?

Ma sopratutto... perché il Carpfishing genera problemi di questo tipo? Come mai solo in questa disciplina c'è tutto questo battibeccare dall'alba dei tempi?

PS: Ce lo vedete Kevin Nash o Bill Cottam o Tim Pasley a discutere in una simile situazione? Io no.

Partecipa alle discussioni sulla pesca alla carpa nel Carpishing Forum


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Canna da carpfishing Greys Plus 50 da 3,25 Libbre e 12 piedi

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Canna da carpfishing Greys Plus 50

 

40 anni di esperienza Greys nella progettazione di canne da pesca

Greys e il suo staff ha imparato molto per quanto riguarda la progettazione e realizzazione di canne da carpfishing negli ultimi40 anni di lavoro, ed è in grado di rispondere alla velocità con cui la tecnologia avanza e con le sempre crescenti necessità dei carpisti moderni.

Progettare la miglior canna da carpa non è solo un importante compito, ma una sfida a cui Greys non rinuncia. Raggiungere questo obiettivo è sempre stato considerato impossibile. "In Greys noi non crediamo nel impossibile, anche se abbiamo impiegato quasi quattro lunghi anni per raggiungere lo scopo! Tutte le nostre nozioni, esperienze e competenze sulla tecnologia della fibra di carbonio sono state unite e spinte ai loro limiti".

 

Prosegue lo staff della Greys, nel rilascio di informazioni sul progetto "Plus 50":

"Abbiamo usato le ultime tecnologie disponibili, come il carbonio usato in F1, materiali avanzati usati in impiego militare e utilizzato computer con speciali software per lo studio e analisi dell’elemento finito. Il risultato è una canna molto leggera e più sensibile di ogni altra precedentemente creata. Il rapporto potenza e peso è stato enormemente aumentato, riuscendo a mantenere una punta morbida per il recupero del pesce ma con azione veloce nel lancio. Quando compressa, la punta è stata intelligentemente progettata per trasferire in massima energia la potenza generata dal manico. Il lavoro dei nostri ingegneri è lì per essere apprezzato. incrementato la sua potenza del 20% registrando lanci oltre i 200m! Dopo un ulteriore anno di vigorosi test sia da parte umana che da macchinari, lanciatori professionisti e carp anglers, la Greys è orgogliosa di poter offrire ai pescatori quello che realmente si meritano, la miglior canna mai progettata, dove l'anello da 50 ne fà ancor di più un attrezzo per raggiungere distanze ragguardevoli senza però compromettere il divertimento nel recupero del pesce anche di piccole dimensioni".

 

Considerazioni sulla canna Greys Plus 50.

La verità è come sempre nel mezzo. Abbiamo avuto modo di provare le greys plus 50, e la sensazione è quella di avere in mano un ottimo strumento, ma sempre di libbraggio elevato, che caratterizza al 90% la canna da pesca. Sicuramente resistente e di grande manifattura, ma non così "perfetta" come si tenta di vestire i prodotto.

La canna perfetta non esiste; non c'è modo di produrre una canna che sia in grado di farci divertire con i pesci piccoli e che sia allo stesso tempo in grado di rendere il massimo sotto le grandi pressioni delle lotte più impegnative o dei lanci più energici. Ad ogni modo, trattasi di una splendida canna da pesca consigliata, anche se quando si parla di canne da pesca di fascia medio alta, si ha quasi sempre la certezza di disporre di uno strumento che potremo tenere anche per 2o anni.

Il costo medio della Greys Plus 50 nei negozi italiani è di circa euro 260,00.

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